” COLLABORARE, NON DOMINARE”

Pubblicato il 02 settembre 2021
Intervista a cura di Francesco Legnani.

Continuiamo la nostra rubrica dopo la pausa estiva.
Questa volta abbiamo intervistato Giuseppe Brioschi, membro del consiglio Apacl da 14 anni.
Un curriculum lavorativo che volge al settore chimico, nella produzione di prodotti fitosanitari acaricidi e insetticidi. Una bivalenza interessante dunque che approfondiremo a seguire.

F – Ciao Giuseppe, ci racconti come ti sei avvicinato al mondo delle api?

G – Nel 1992 un amico di mia cognata mi ha dato i primi alveari, sono partito con 2 famiglie per arrivare oggi, dopo 30 anni, ad una trentina di arnie situate sui Piani di Nesso, il mio numero ideale, forse sono troppe.

F – E’ doveroso chiederti cosa consiglieresti per tenere a bada la Varroa?

G – Io consiglio prodotti a base di amitraz, da usare alternandoli negli anni con altre metodologie per evitare una possibile resistenza. Chiaramente il trattamento dev’essere monitorato verificandone l’efficacia, cercando di scongiurare, se possibile, eventuali re-infestazioni tardive.
Rimango comunque dell’idea che la cosa più importante è effettuare il trattamento secondo le reali necessità, rispettando tempistiche e dosaggi.

Giuseppe è un apicoltore di quelli che hanno visto il cambiamento dell’apicoltura con l’arrivo della varroa. E’ sempre molto interessante sentire come l’apicoltura sia mutata, per chi ha visto i cambiamenti direttamente sulle proprie api.

G – Con l’arrivo della varroa l’apicoltore ha dovuto lavorare sempre di più. Studiare, rimanere aggiornato, utilizzare nuove pratiche, ma fondamentalmente constatare che non sempre tutto questo basta.
La realtà è che lo scambio globale delle merci ci espone ad una condivisione delle problematiche che non si è ancora esaurito.
Lancio una provocazione…forse api meno docili ci aiuterebbero nella lotta.
La mia è una visione rispettosa di come la natura evolve, da sola. Sia essa confacente all’apicoltore oppure no.
Collaborare con la natura, non dominarla.
In questo senso noi siamo dei missionari delle api, visti tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare e che superano il mero ritorno economico.

F – A cosa ti riferisci in particolare Giuseppe?

G – Mi riferisco alla concorrenza con i mieli che arrivano in Italia, ai costi di gestione, alle avversità climatiche.
Forse la strada giusta ce la indicherà la natura e, a parer mio, dovremo accettarla.

F- Mi pare di comprendere chiaramente che hai un approccio evoluzionistico alla vita.

G . Si, bisogna rispettare la natura fino in fondo e questo vuol dire anche accettare le soluzioni che adotta per noi.
Cito a tal proposito il castagno con la sua fioritura che è tornata bellissima grazie ad un esempio di lotta biologica funzionale e funzionante di fatto.

F – Quest’anno abbiamo organizzato l’attività di tutoraggio, un progetto che ti ha visto tra i volontari che hanno messo a disposizione le loro preziose conoscenze direttamente in apiario.

G – Credo sia un’iniziativa validissima che, insieme all’attività del tecnico, ci mettono in prima linea sul territorio. Cerchiamo di essere presenti dunque con le forze che abbiamo, queste richiedono la partecipazione attiva anche degli associati, non solo del Cda. Il tutoraggio è un ottimo modo.
Consiglio comunque ai neofiti di comprendere da questo come l’osservazione, la gestione oculata, l’informazione, l’esperienza ma soprattutto la condivisione delle conoscenze, siano fattori chiave per l’apicoltura al giorno d’oggi.

F – Grazie Giuseppe, in effetti posso confermare che questo progetto ha avuto un ottimo riscontro essendo anche tra le poche associazioni ad attuarlo. Un grazie a tutti i Tutors Apacl dunque e a te per queste preziose parole.

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