IL MIELE DI TIGLIO, UNA RISORSA!

Pubblicato il 15/06/2021

Il tiglio selvatico o Tilia cordata è diffuso nel territorio dell’Alto Lario.
In Italia le specie spontanee sono principalmente due:
Tilia cordata e Tilia platyphyllos, noto col nome di tiglio nostrano.

Fiorisce in giugno, ad inizio estate. I fiori, di colore giallo verdastro, con un profumo dolce ed intenso, spuntano in corimbi di sette od otto da lunghe brattee di un colore verde più chiaro rispetto a quello delle foglie.

In erboristeria si utilizzano le infiorescenze ancora chiuse, raccolte assieme alle brattee al momento della fioritura, delle quali sono note le proprietà calmanti e sedative.

Per i consumatori certe tipologie di mieli uniflorali, ad esempio il castagno, l’acacia o il rododendro, sono legate ad un aspetto ben definito, soprattutto per ciò che riguarda il colore: immediatamente essi associano l’acacia ad un prodotto liquido, quasi trasparente; il castagno ad un miele fluido e ambrato scuro; il rododendro ad una consistenza quasi cremosa e ad un invitante color bianco panna. Non accade così per i mieli cosiddetti “di tiglio”, che si presentano come una gamma piuttosto variegata di prodotti.
Questo avviene perché molti mieli di tiglio posti in commercio, in realtà, sarebbero più correttamente definibili come millefiori, dato che il loro contenuto di nettare di tiglio non sempre prevale su quello delle altre specie.

In definitiva nel nostro Paese non è semplice ottenere, identificare e selezionare partite di tiglio in purezza.

Nei casi in cui ciò si verifica, il miele risulta chiaro, con tonalità giallo brillante (a volte verdognole se molto puro) quando è allo stato liquido assume un colore da avorio a beige con la cristallizzazione. L’odore è intenso, fresco, mentolato, balsamico; spesso richiama il profumo fresco-agrumato dei frutti di limone.
Può ricordare il profumo dei fiori di tiglio solo nei mieli più puri e più freschi; più spesso viene associato a quello della tisana dei fiori. L’aroma ricorda quello della menta, dell’incenso; è quasi medicinale: viene paragonato all’odore “di farmacia”, oppure al sapore delle noci fresche; è molto persistente.
Nei tigli di montagna più puri è percepibile un fondo astringente e amaro, anche in assenza di nettare di castagno. Come gli altri mieli forti e caratteristici (castagno, tarassaco) non piace a tutti, ma ha tuttavia dei convinti estimatori.

Si ringrazia La D.ssa Carla Gianoncelli per il prezioso contributo.


Foto di Francesco Legnani

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