ANCHE QUEST’ ANNO L’ ACACIA LA FACCIAMO L’ ANNO PROSSIMO?

Pubblicato il 22 aprile 2021

Cari apicoltori, a breve fiorirà la tanto attesa Acacia… forse.

Alla fioritura in alcune zone manca ancora una settimana, in altre più rigide fino a 20 giorni.

La situazione non è delle migliori, infatti nelle aree più umide e in quelle dove gli abbozzi fiorali erano più avanti, le Robinie hanno risentito delle temperature rigide di qualche settimana prima, manifestando in tutta la sua gravosità la vegetazione deperita, spesso morente.
Possiamo azzardare a perdite in alcuni areali fino al 100%.

Ma cosa è successo esattamente?

Un anno buono sembrava annunciare la stagione, segnato da piovosità sufficiente sia estiva che autunnale e un buon inverno, freddo nella giusta dose.

L’inizio della primavera e le sue fioriture erbacee, tuttavia, hanno risentito dell’assenza di piogge.

La prima settimana di aprile inoltre ha visto le temperature notturne scendere sotto lo zero termico.

In quel momento le piante di Robinia pseudoacacia stavano distendendo le gemme fiorali richiamando
acqua dalle radici, un momento piuttosto delicato per il fiore che verrà.

In quelle zone umide, dove la vegetazione era già in atto grazie anche alle temperature diurne più
favorevoli al germogliamento, si sono viste perdite sull’intera pianta.

In zone più felici alcune piante si presentano con bruciature solo sulle gemme basali, altre sulle fronde esposte ai venti, altre lungo i fiumi completamente bruciate.

La carenza di acqua di questo periodo e le temperature rigide, hanno salvaguardato zone e piante a spot in cui il germogliamento era ritardato e questo ci consente di sperare ancora di poter produrre il nostro amato miele di acacia.

La pianta Robinia tende, per un meccanismo compensativo, a riformare le gemme a fiore perse in
primavera con gemme avventizie.

I fiori originati da tali gemme, tuttavia, non saranno attrattivi e le api non potranno sfruttarli per bottinare nettare. Proprio come successe nel 2017.

La nostra speranza, dunque, è che le gemme rimaste siano sufficienti a garantire la produzione.

Alcuni apicoltori rilevano situazioni più rosee, speriamo non sia un abbaglio dovuto al desiderio di fare miele ma a spiccata capacità in osservazioni apistiche.

Incrociamo le dita e speriamo in settimane caldo-umide e con temperature notturne alte.

Dott. Francesco Legnani – Tecnico apistico Apacl

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