INTERVISTA AD UN APICOLTORE PROFESSIONISTA

Pubblicato il 21 aprile 2021
Intervista a cura di Francesco Legnani.

Proseguiamo il nostro percorso attraverso il quale conosciamo meglio i membri del Consiglio Apacl.

Oggi ho incontrato Damiano Martellini, apicoltore di lunghissima data, operativo nel comune di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo.
(Proprio così, abbiamo apicoltori che abitano e operano fuori da Como o Lecco):

Damiano, bergamasco con accento ben pronunciato, con passione per le 2 ruote, gestisce 500 alveari insieme alla moglie Annamaria e qualche collaboratore saltuario.
L’apicoltura Martellini è attiva da tre generazioni, il tutto ha inizio da nonno Settimio in Toscana.
Un legame con la Toscana che si rifà alle origini e che si collega con Bergamo, un vero dipinto italiano come i bei film di una volta in bianco e nero.
La sua azienda produce miele, polline e propoli. Le sue api producono miele di Tarassaco, Acacia, Castagno, Tiglio, Rododendro, Ailanto e millefiori.

La chiacchierata con Damiano entra subito nel vivo:

D. Ci tengo a precisare che il polline è un prodotto molto valido, andrebbe incentivato oggigiorno.

Le sue idee chiare su cosa sia necessario per l’apicoltura passano subito in primo piano e rilancio prontamente con una domanda sulle problematiche attuali in apicoltura.

D. Clima, mercato del miele, sanità alveari. Ci troviamo in un periodo in cui gli anni poveri di produzione stanno diventando drammaticamente più frequenti a causa anche del cambiamento climatico.
Il mercato del miele d’altro canto sta cambiando. Le abitudini alimentari di fatto sono in balia di scelte di vita diverse dal passato e il miele si trova a concorrere con altri prodotti di non pari livello.
Il miele non è un dolcificante, è un alimento a tutti gli effetti. Facciamo didattica nella mia azienda, lo ribadiamo sempre, speriamo che rimanga alle generazioni future.
Le armi che abbiamo a disposizione per far fronte ai problemi sanitari sono limitate, io sto provando varie soluzioni per portare la mia apicoltura ad essere competitiva come tutte le altre realtà zootecniche.

Credo di aver appreso bene con la sua esposizione chiara, esaustiva e concisa, la sua visione dell’apicoltura. Avverto che la giornata di oggi è buona per lavorare con le api e Damiano vuole tornare da loro, che di lavoro ce ne è tanto. Per cui gli chiedo un piccolo aneddoto simpatico per finire l’intervista.

D. Tra i tanti episodi stravaganti mi ricorderò sempre quando affondai letteralmente in un campo col mio camion a Biella.
Non rimasi impantanato, affondai proprio e dovetti aspettare, carico di 50 arnie, l’intervento di un escavatore, visto che i tentativi di un trattore risultarono vani.

Il tempo stringe e lo sguardo di Damiano verso l’apiario si fa più insistente.
E’ giunto il momento di ringraziarlo e augurargli buon lavoro.

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