ALLEATI PER LE API CONTRO LA ZANZARA TIGRE

Pubblicato il 23/02/2021 di Silvia Bernasconi – Membro Cda Apacl

In questi giorni iniziamo a sentire profumo di primavera, le giornate si stanno allungando e le nostre api fanno qualche volo purificatore nelle ore più calde della giornata.
Noi apicoltori iniziamo a fare qualche sopralluogo nei nostri apiari, per renderci conto di quante famiglie siano riuscite a superare l’inverno.
Purtroppo è il periodo in cui i nodi vengono al pettine: le api sono così tanto sotto stress, che le famiglie non sono più in grado di ammortizzare le nostre “piccole” mancanze o errori e il risultato è sempre una conta dei sopravvissuti, con la speranza che l’anno a seguire sia migliore.
Ormai sono noti i problemi e le difficoltà: varroa, pesticidi, riscaldamento climatico … eppure una soluzione tarda a venire.
In questa epoca storica, la scena è stata rubata dal Covid-19 che è diventato argomento principe, ma non appena arriverà l’estate, le zanzare torneranno ad affliggerci e comincerà come sempre la lotta!

Ma che relazione c’è tra le api e le zanzare?

Tutti conosciamo bene le zanzare e le loro punture fastidiose.
Solo le zanzare femmina pungono, perché hanno bisogno di un pasto di sangue per portare a maturazione le uova. Normalmente altrimenti maschi e femmine si nutrono di sostanze zuccherine come il nettare.
Le femmine poi depongono le uova in acqua o all’asciutto a seconda della specie. Da esse nascono le larve, che sono sempre e solo acquatiche (di solito acqua stagnante). Dopo una decina di giorni, nasceranno gli insetti adulti.
Le zanzare adulte volano soprattutto di sera e di notte ed hanno diversi predatori naturali, infatti nella fase acquatica sono predate da pesci, girini, crostacei, stadio larvale di altri insetti e nello stadio adulto sono predate da uccelli e pipistrelli.

Ben altra cosa sono le zanzare tigre!!

Queste zanzare si sono stabilite da noi, ma provengono dal sud-est asiatico, arrivate grazie ai trasporti e al commercio a livello globale. È decretata come aliena e invasiva.
L’ habitat preferito della zanzara tigre è quello urbano, grazie alle temperature un po’ più alte in città rispetto agli ambienti naturali e per questo la convivenza con l’uomo è molto stretta.
Questa specie è abituata a deporre le uova in piccole raccolte d’acqua, meglio se c’è poca luce. Per questo scelgono luoghi come i sottovasi, i tombini, le cavità naturali o artificiali, quindi non ci sono predatori naturali nella fase acquatica. Ciò rende la crescita della popolazione esponenziale e quindi con un grave impatto ambientale, sociale ed economico.
La zanzara tigre vola e punge preferibilmente di giorno, è fastidiosa, insistente e quando ce ne sono tante riescono anche a rovinare la giornata!
Bisogna anche considerare che la zanzara tigre è vettrice di malattie ove presenti, come febbre gialla, Chikungunya, Dengue, Zika ed è quindi auspicabile tenere sotto controllo la proliferazione dell’adulto.
Ed ecco che entrano in scena i pesticidi e le disinfestazioni: quando l’estate è inoltrata, le zanzare sono ormai un numero enorme, proprio perché fino a quel momento non si è provveduto ad azioni contenitive. Quindi per eliminare le zanzare tigre adulte, comuni e amministratori condominiali spruzzano i pesticidi sulle chiome degli alberi e sulle piante, luogo dove questi insetti si posano per cercare frescura. Purtroppo il sollievo generato da questa azione sommaria, si riduce a pochi giorni, perché poi arrivano i nuovi adulti e la storia ricomincia.
Inoltre i pesticidi non si limitano ad uccidere le zanzare tigre, ma fanno una strage di insetti, tra cui le api, le farfalle, le coccinelle e tantissimi altri ancora proprio perché sono insetticidi generici, non esistono insetticidi specifici per le zanzare adulte.
La legge prevede che, in caso di disinfestazione, sia necessario avvisare gli apicoltori e comunque evitare di farle nel periodo delle fioriture.
È un inizio… ma questo tipo di trattamenti massivi dovrebbero essere riservati solo in caso di rischio di trasmissione delle malattie sopra citate, proprio perché non si tiene conto comunque del degrado ambientale causato, dello sterminio degli insetti (base della catena alimentare) e da ultimo, ma non meno importante, i pesticidi finendo per dilavamento nelle falde acquifere… ce li beviamo!

Come possiamo risolvere il problema delle zanzare quindi?
Lotta integrata: una soluzione per la nostra salute, l’ambiente e le api.
La lotta integrata va fatta togliendo l’acqua alla zanzara, affinchè non possano nascere le larve.
Infatti il metodo più efficace per cercare di contenere il numero delle zanzare adulte in una zona è quello di colpire gli stadi larvali svuotando tutte le più piccole riserve d’acqua, da aprile a novembre.
Con la pioggia qualsiasi oggetto, buco, griglia può trasformarsi in un focolaio, se l’acqua rimane per almeno 6 giorni durante l’estate. Ciò significa per esempio che un gioco per i bambini lasciato inutilizzato in giardino può diventare focolaio, come anche la copertura in plastica della sabbionaia, il buco del porta-ombrellone, la grondaia ostruita di foglie ecc. …
I singoli cittadini devono collaborare attivamente nel limitare la proliferazione della zanzara, svuotando qualsiasi piccolo contenitore presente nei propri giardini e nei dintorni delle proprie abitazioni.
Laddove non fosse possibile togliere l’acqua (come per esempio un tombino) è possibile trattare con prodotti a base di Bacillus thuringiensis israelensis un prodotto biologico e selettivo per le larve di zanzara. Non ha pericolosità per l’uomo, per gli animali e per l’ambiente.
Dal momento in cui la zanzara tigre si riproduce settimanalmente, è necessario essere costanti negli interventi, infatti ogni qualvolta le uova, che sono resistenti alla siccità, entrano nuovamente in contatto con l’acqua, si schiudono. Di conseguenza ogni recipiente dove ha deposto la zanzara tigre può potenzialmente sempre produrla dopo ogni pioggia.
Esistono comuni virtuosi in Italia in cui le amministrazioni chiedono agli operai comunali di trattare regolarmente i tombini e i punti di raccolta pubblici in cui non è possibile togliere l’acqua e addirittura il Bacillus Thuringensis israelensis viene distribuito gratuitamente alla popolazione, affinché ognuno possa trattare intorno alla propria casa.
Come associazione apistica, inviamo ogni anno una lettera ai comuni, per cercare di sensibilizzare le amministrazioni su questo argomento, ma non è sufficiente. Noi apicoltori possiamo veramente essere portavoce di questo cambiamento, perché il sistema funziona solo grazie alla collaborazione di tutta la comunità.

Silvia Bernasconi

Biologa e apicoltrice

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