Articolo di Giampaolo Palmieri

Buongiorno cari associati, segnaliamo l’interessante articolo scritto dall’amico Giampaolo Palmieri dell’Associazione apicoltori di Sondrio.
Descrive bene la situazione in Valtellina risultando attuale e affine anche per la nostra zona.

“Ci giungono molte segnalazioni di covate chiuse ovvero di famiglie in blocco di covata, fra questi anche amici del Comasco. Con gli alveari in questo stato si può fare già il trattamento con Apibioxal (p.a Acido Ossalico), si ha il vantaggio che le temperature sono ancora alte e la “bagnatura” del gocciolato avrebbe un impatto minore ma soprattutto abbiamo già visto che con i recenti inverni miti le regine sono capaci di riprendere la deposizione in pieno inverno e quindi il tempo utile per il trattamento può risultare anche maledettamente breve e sfumarci fra le dita. Eppure…
Per questo weekend erano previsti venti freddi e un forte abbassamento delle temperature. Abbiamo avuto invece il Föhn, quello strano vento caldo che da un tocco di primavera trascinando e giocando con le foglie autunnali. Nonostante il vento le api erano fuori, sul territorio, visitavano i fiori nei giardini, si affollavano sul nespolo, sul rarissimo corbezzolo. Ma queste poche fonti non soddisfano certo le esigenze delle famiglie e quindi vediamo api in perlustrazione ovunque, in spasmodica ricerca. Provate a lasciare del miele sul davanzale della vostra casa e vi stupirete della velocità con cui questo “tesoro” viene ora scoperto dalle api. La mancanza di nettare, e quindi di lavoro, la presenza di alcune famiglie un po’ più deboli fa è un occasione che fa… l’APE LADRA Quindi parte dell’attività che vediamo in apiario in questo periodo è determinato da loro, dalle api ladre, dal saccheggio strisciante od “occulto”. Le api ladre appartengono spesso alle famiglie più forti che, proprio per questa attività presentano poi un numero di Varroa da re-infestazione elevate.
In conclusione: finché si nota ancora una discreta attività degli alveari il pericolo di reifestazione è alto e quindi, nel limite del possibile, è opportuno rinviare il trattamento con Apibioxal a quando il freddo riduce l’attività degli alveari e, con essa, le possibilità di reinfestazione.”

Buona giornata,
la segreteria.

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